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Carissimi
Sabato scorso, 19 marzo, ha avuto luogo la prima serata dedicata a In-canto.
La professoressa Maria Ilaria Parisella ci ha guidato nel percorso che va dalla vita reale di una ragazza, Alphonsine Rose Plessis, fino ad arrivare al personaggio del librettista Francesco Maria Piave, Violetta Valerie “la traviata”, passando per la Margherita Gautier di Alexandre Dumas Figlio. Un’avventura umana e letteraria abilmente descritta dalla relatrice, di cui potete trovare il testo integrale.
Non resta che augurarvi una buona lettura, in preparazione al secondo incontro, quello di lunedì prossimo, 28 marzo, nel quale entreremo in un altro “testo”, quello musicale composto da Giuseppe Verdi: “La Traviata”.

 

DAL ROMANZO ALL’OPERA, DA MARGHERITA A VIOLETTA

 

La realtà

Avremo come compagne di questo viaggio Margherita Gautier e poi Violetta Valery.

Il punto di partenza, però, sarà un’altra donna, questa veramente vissuta, Alphonsine Rose Plessis.

Ella nasce nel 1824 in un paesino della Bassa Normandia. Nell’infanzia conosce l’abbandono della madre a soli sei anni e un padre alcolizzato e violento, non in grado di dare sostentamento alle due figlie. Appena adolescente Alphonsine lavora prima come cameriera in un albergo poi come operaia, sempre nelle vicinanze del proprio paese. In seguito si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna, qui prima si mantiene con lavori umili e poi diventa l’amante di un ricco commerciante. Cambia nome in Marie Duplessis. Diventerà a soli sedici anni una protagonista della vita mondana di Parigi: donna di notevole intelligenza, riesce a crearsi una cultura: legge tanto e impara a suonare il pianoforte. Cadono ai suoi piedi uomini di primissimo piano. Nel 1844 incontra il giovane Alessandro Dumas Figlio con cui ha una relazione per quasi un anno. Dumas, però, non ha abbastanza denaro per mantenere una donna come lei, tronca d’impulso con lei con una lettera e altrettanto d’impulso Marie si getta tra le braccia del musicista Franz Liszt e poi del conte Edouard de Perrégaux con il quale si sposa a Londra. Nel frattempo si ammala di tisi.

Viaggiando in Spagna con il padre, Alessandro Dumas viene a conoscenza della malattia di Marie e le scrive una lunga lettera, chiedendole perdono dei suoi errori. Rientrato a Parigi, apprende della sua morte.

Marie muore nel 1847 a ventitré anni in un appartamento di Parigi, al suo capezzale vi sono due uomini, il marito e il vecchio conte svedese Stakelberg.

Dopo la sua morte, i suoi beni vengono venduti all’asta per soddisfare i numerosi creditori.

Il romanzo

Molto di Marie Duplessis troviamo nel personaggio di Margherita Gautier, la protagonista della Signora delle camelie.

Il romanzo La signora delle camelie di Alessandro Dumas Figlio, pubblicato nel 1848, è formato da ventisei capitoli. Il titolo richiama le camelie indossate da Margherita di colore bianco venticinque giorni al mese e di colore rosso per i restanti cinque giorni.

Il romanzo inizia con il racconto, da parte del primo narratore, della vendita all’asta dei beni di Margherite Gautier, da poco morta. Egli compra un libro della donna, Manon Lescaut (non a caso una storia d’amore infelice). Qualche giorno dopo il narratore riceve la visita di un giovane uomo di nome Armando Duval che gli chiede se all’asta sia stato da lui comprato il libro Manon Lescaut. È il libro regalato a Margherita da Armando che ora lo riceve, a sua volta, come dono da chi narra.

In seguito i due uomini si rivedono, perché il primo narratore (di cui non verrà detto mai il nome) accompagna al cimitero il giovane che deve identificare il cadavere della donna per avere il diritto di traslocarlo in un’altra zona.

E qui vi è una delle tante descrizione troppo lunghe per il lettore e che appesantiscono il ritmo rendendolo troppo lento, ma che sono volutamente così. Dumas quasi si compiace nell’indugiare sul particolare scabroso - come nel racconto della vita delle cortigiane - o sul particolare orrido, come in questo caso, quando descrive la decomposizione del cadavere della donna.

Armando decide di confidarsi con il narratore e raccontare la sua storia d’amore con Margherita (diventa il secondo narratore interno, coinvolto però nei fatti) e da qui vi è una lunga analessi (tecnica letteraria conosciuta con il termine che assume nel linguaggio cinematografico, cioè flashback) che inizia dal primo incontro con lei. Segue la cena da lei dove si rivela la malattia della donna e vi è l’offerta, da parte del giovane, di vivere con lui una vita più calma e sana. Margherita non lo prende sul serio e gli risponde che alla sua famiglia, probabilmente, non piacerebbe questa proposta, anticipando (tecnica letteraria della prolessi) quello che avverrà in seguito. Armando, però, riesce a convincerla del suo amore e riceve dalla donna una camelia rossa, con la promessa che quando il fiore cambierà colore, lui sarà di nuovo benvenuto da lei.

Inizia per Armando un periodo di insicurezza, tristezza e gelosia, perché anche se è stato accettato come amante, la donna continua a vedere altri uomini. Vi sono dei malintesi, fugati dalla donna quando gli confessa di avergli preferito un altro soltanto per procurarsi il denaro per andare in campagna con lui.

Qui inizia il periodo più felice della loro relazione.

In campagna migliora la salute di Margherita e la vita intensa di Parigi sembra lontana, ma mantenere Margherita ha fatto rovinare Armando che ora si è messo a giocare. Margherita, allora, dietro consiglio di Prudenza e con il consenso del giovane inizia a farsi di nuovo mantenere dal vecchio duca (rimanda al conte Stakelberg, il vecchio amante di Marie Duplessis). Questi quando intuisce di essere stato raggirato, si allontana. Margherita inizia a mostrare pubblicamente la sua relazione con Armando, vuole abbandonare la sua vecchia vita e vivere una vita tranquilla con lui. I due si amano e vivono senza preoccuparsi del domani.

Margherita ha i debiti ed inizia a vendere, di nascosto dal giovane, i suoi beni. Armando, intanto, riceve quattro lettere dal padre, che è preoccupato del silenzio del figlio e di ciò che ha saputo, cioè della relazione intrapresa dallo stesso. Con quelle lettere il padre annuncia il suo prossimo arrivo a Parigi.

Il padre non vuole che il figlio viva con una donna come Margherita e glielo dice sostenendo che deve pensare alla sua carriera e alla reputazione della famiglia. Avere un’amante va benissimo, ma vivere con lei è uno scandalo. Non prende il loro amore sul serio.

Armando torna in campagna da Margherita che si sente colpevole di tutto. Non vuole che Armando rovini il rapporto con il padre e gli consiglia di andare di nuovo a Parigi per parlargli con calma. Ma non lo trova; quando finalmente riesce ad incontrarlo, sembra che abbia cambiato opinione sulla situazione del figlio. Armando stupito ma allegro ritorna in campagna, ma non trova più Margherita. Apprende dalla domestica, che la donna è partita per Parigi un’ora dopo di lui. Invano l’aspetta. A Parigi trova il suo appartamento vuoto e una lettera d’addio.

Armando con il padre ritorna in famiglia, ma non può dimenticare Margherita e così riparte per Parigi. La incontra per strada insieme ad un’altra donna bella ed elegante, di nome Olimpia. Lui si commuove ma continua a fingere indifferenza, anzi saluta la donna freddamente. Apprende da Prudenza che Margherita lo ama ancora, che ha intrapreso la sua vecchia vita, non dorme, corre a tutti i balli e si ubriaca. Armando si commuove e si fa invitare da Olimpia a un suo ballo dove ci sarà anche Margherita, anche se in apparenza continua a fingere indifferenza. Appena entrato vede Margherita ballare con uno dei suoi passati amanti, allora inizia a corteggiare Olimpia in modo evidente. Margherita lascia il ballo. Armando per far soffrire Margherita diventa l’amante di Olimpia.

Vi sarà un ultimo incontro tra Armando e Margherita, nella quale piangendo la donna gli chiede pietà e lo prega di dimenticarla e di essere felice con Olimpia. Gli dice che un giorno la perdonerà, perché non voleva lasciarlo, ma c’erano delle ragioni che impedivano loro di vivere insieme. Nonostante le insistenze di Armando, Margherita non le rivela, perché romperebbe il rapporto con persone a lui care, se sapesse. Margherita passa un’ultima notte insieme ad Armando che le propone ancora di lasciare Parigi con lui. Margherita lo saluta offrendogli la sua compagnia a qualsiasi ora del giorno o della notte.

Armando va a trovarla quasi subito, ma alla porta la domestica non lo lascia entrare, perché Margherita è in compagnia di uno dei suoi amanti. Armando si sente preso in giro e le manda una lettera con un biglietto da 500 franchi come pagamento della sua notte, biglietto e lettera gli saranno spediti indietro senza risposta.

Corre subito da Margherita, ma il portiere lo informa della partenza della donna per Londra.

Allora il giovane parte per l’Oriente insieme ad un amico, Gustavo; ad Alessandria d’Egitto da un membro dell’ambasciata, apprende che la salute della donna è peggiorata. Le scrive una lettera a cui lei risponde e che sarà letta all’inizio del romanzo da Armando al primo narratore.

Qui finisce l’analessi, il racconto della storia da parte di Armando, il quale dà al primo narratore le lettere scritte da Giulia Duprat, un’amica di Margherita, quando la malata non aveva più la forza di tenere in mano la penna.

Il narratore legge la lettera di Margherita. In essa racconta che la prima volta quando Armando è partito per Parigi per incontrare il padre senza trovarlo, questi, invece è venuto in campagna da lei. Le ha elencato le ragioni per le quali doveva lasciare il figlio: per l’avvenire e la reputazione di Armando; per l’onore della famiglia; per la felicità della sorella innamorata, il fidanzato della quale esigeva una rottura tra Armando e Margherita, altrimenti non ci sarebbe stato alcun matrimonio.

Il penultimo capitolo del romanzo è costituito dalle lettere di Margherita e poi anche da quelle di Giulia Duprat; sono due altri punti di vista che si aggiungono nel romanzo a quello dei suoi narratori omodiegetici.

Nelle lettere di Giulia Duprat si descrive la morte in solitudine e disperata della donna, la quale, quando riesce a parlare, l’unico nome che pronuncia è quello di Armando. Sino alla fine, ad ogni porta aperta, spera di vederlo comparire. Il sacerdote venuto per confessarla, in punto di morte, dice: Ha vissuto da peccatrice, ma morirà da cristiana.

Al funerale di Margherita vi sono molte amiche e soltanto due uomini, il conte G. e il vecchio duca.

La fine del romanzo vede il ritorno a Parigi del primo narratore dal paese di Armando con la decisione di scrivere la storia di Margherita.

Il testo teatrale

Il testo teatrale, intitolato La signora delle camelie, scritto da Alessandro Dumas Figlio, è formato da cinque atti, divisi a loro volta in diverse scene. Viene rappresentato per la prima volta a Parigi al Théatre du Vaudeville nel 1852.

La storia è stata adattata al teatro, non ha alcun narratore, ma viene narrata, in ordine cronologico (non vi sono analessi) con l’aiuto di tutti i personaggi sul palcoscenico. Tutti i dettagli e i pensieri dei personaggi sono affidati all’interpretazione degli attori.

La mancanza di descrizioni, presenti nel romanzo, è compensata dall’interpretazione di un ruolo attraverso le azioni, i gesti e la mimica.

Per l’adattamento teatrale sono state scelte soprattutto le scene necessarie per far capire la trama e le scene più commoventi a livello emozionale e che nel teatro costituiscono il dramma.

I nomi dei personaggi sono tutti in francese. Il personaggio di Giulia Duprat ha come nome Nichette.

Il libretto teatrale

L’opera musicale La Traviata di Giuseppe Verdi fu rappresentata, per la prima volta, al teatro La Fenice di Venezia nel 1853 e venne fischiata per il tema alquanto controverso.

Il libretto dell’opera, scritto da Francesco Maria Piave e strutturato in tre atti è ispirato all’opera teatrale La signora delle camelie. Rispetto ad essa alcune battute sono state semplificate e altre sono ripetute più volte nel canto per l’effetto dell’arte musicale.

Nella Traviata è il canto, insieme ai gesti e alla musica, che funziona come strumento per esprimere i sentimenti e i pensieri dei personaggi, i quali hanno cambiato nome e a volte anche ruolo. Il personaggio di Margherita è ora Violetta Valery, Armand Duval è Alfredo Germont e Giorgio Germont è suo padre. Flora sostituisce il personaggio di Olimpia, Gastone resta lo stesso. La figura di Prudence non esiste più, il che fa sì che la protagonista non venga più sfruttata per i suoi soldi.

Un po' di narratologia

Gerard Genette nell’opera Palinsesti mostra come tra testi vi possano essere legami e riferimenti, cosiddetta intertestualità.

Il testo che è la fonte di un altro prende il nome di ipotesto, mentre quello ne è la derivazione prende il nome di ipertesto, che, a sua volta, può essere l’ipotesto di un altro testo che si pone come ipertesto e così via.

Noi abbiamo incontrato tre testi che si relazionano tra loro:

  • Il romanzo La signora delle camelie di Alessandro Dumas Figlio deriva la sua storia da una vicenda reale, quella di Marie Duplessis.

  • Il testo teatrale La signora delle camelie di Alessandro Dumas Figlio deriva (ipertesto) dal romanzo omonimo (ipotesto).

  • Il libretto d’opera La Traviata di Francesco Maria Piave deriva (ipertesto) dal testo teatrale La signora delle camelie di Alessandro Dumas Figlio (ipotesto).

Secondo Genette un testo nelle sue diverse varianti può presentare delle riduzioni odegli accrescimenti o amplificazioni.

Riduzioni: omissioni

Nel romanzo vi sono due narratori, quello che introduce la storia e poi Armando che racconta la sua storia di Margherita Gautier. Tutti e due sono narratori omodiegetici, perché si trovano entrambi all’interno della storia e non vi è alcuna voce esterna. Nel passaggio dal romanzo all’opera teatrale sparisce il ruolo del narratore ed è lasciato agli attori l’incarico di raccontare la storia insieme; tutti i personaggi sono più o meno attivi nel partecipare alla storia. Nel romanzo quasi tutto viene narrato dal punto di vista di Armand, ma nell’opera teatrale i diversi personaggi sono dotati di una propria voce per esprimere direttamente i propri pensieri e sentimenti. In questo modo sono più concreti e credibili. Nell’opera teatrale gli avvenimenti si sviluppano in ordine cronologico senza le analessi. Dato che il testo teatrale e il libretto finiscono con la morte della protagonista, non si mostra, all’inizio, l’episodio dell’asta a casa di Margherita e neanche l’episodio dell’identificazione del cadavere della donna e alla fine la continuazione con le lettere di Giulia Duprat e il soggiorno del primo narratore alla casa natale di Armand.

Nel libretto l’avvicendarsi dei fatti è molto veloce. Violetta lascia subito tutto per vivere con Alfredo e non pensa agli altri amanti con i quali è stata prima. La scena nella quale chiede al conte G. dei soldi è eliminata sia nel testo teatrale sia nel libretto e quindi non vi è alcun malinteso tra i due giovani.

Nel testo teatrale cambia il ruolo di Olimpia. Non diventa mai la nuova amante di Armand e perciò non ha alcun motivo per insultare Margherita. Nel testo teatrale Armand non viene presentato come crudele, fino alla scena nella quale insulta Margherita e le getta addosso il denaro.

Nel libretto spariscono il personaggio di Prudence e anche quello della buona amica, che nel romanzo figura sotto il nome di Giulia Duprat e nell’opera teatrale come Nichette. Manca l’avara vicina Prudence, per cui viene eliminato il tema dello sfruttamento della cortigiana per i suoi soldi. Nel romanzo Prudence non ha limiti e viene a chiedere denaro, nonostante sappia dei debiti di Margherita e perfino quando la donna sta per morire.

Nel libretto i debiti non hanno nessun ruolo importante per la trama, che si focalizza soprattutto sulla storia d’amore tra Violetta e Alfredo. Nel libretto non viene dato spazio ai precedenti amanti di Violetta e perciò non c’è il bisogno di una mediatrice come Prudence dei primi due testi.

Nel romanzo è il libro Manon Lescaut che fa incrociare le vie del narratore e di Armand. Raccontando una storia molto simile a quella di Margherita e Armando, funziona come modello letterario e di genere. È un richiamo intertestuale che nel libretto d’opera viene omesso.

La sera quando Armando aspetta Margherita, prima di apprendere che la donna l’ha lasciato, sfoglia il libro e gli pare che le pagine siano bagnate di lacrime. Non può concentrarsi sul contenuto e finisce per chiudere il libro. Nella stessa scena dell’opera teatrale Armand legge un estratto di Manon Lescaut che commenta. Nel libretto d’opera, che è stato ridotto in tre atti, non c’è spazio per la lettura o per delle riflessioni. La lettera d’addio viene consegnata ad Alfredo direttamente quando parte Violetta.

Riduzioni: semplificazioni

Nel romanzo il narratore ha molto spazio per esprimere le proprie opinioni attraverso descrizioni e riflessioni, soprattutto quelle sulla morale, come quelle sulla vita delle cortigiane. Il libretto rispetto al romanzo e all’opera teatrale ha una morale semplificata, più generale e più facile. Nel libretto vi è infatti, a più riprese, l’esortazione a godersi la vita. Nell’opera teatrale e anche nel libretto viene ridotta la scena in cui il padre cerca di convincere il figlio a lasciare Margherita: va invece direttamente a parlare con lei.

Amplificazioni

Secondo Genette il primo tipo di accrescimento è l’estensione, definita come un aumento dell’informazione. Il secondo tipo di accrescimento è l’espansione, definita come una dilatazione stilistica che consiste nel raddoppiare o triplicare la lunghezza di ogni frase dell’ipotesto.

Qui usiamo il termine di amplificazione per indicare un tipo di trasformazioni, non tanto a livello quantitativo (come quello descritto da Genette), ma qualitativo, cioè ci riferiamo alla maggior risonanza che alcuni elementi, che restano in ombra nel romanzo e nel testo teatrale hanno nel libretto. Nel romanzo è possibile che il lettore conosca i pensieri di un personaggio attraverso le riflessioni e le descrizioni; sul palcoscenico l’attore o il cantante deve esprimere i suoi pensieri ad alta voce. Nell’opera teatrale il personaggio di Margherita esprime i propri sentimenti e i propri sogni impossibili in una conversazione con l’amica Nichette e il suo fidanzato Gustave.

Nel romanzo Armand insulta Margherita in un modo abbastanza discreto senza che nessuno eccetto loro lo sappia (spedendole una lettera con un biglietto di 500 franchi per la notte con lei). Nell’opera teatrale e soprattutto nel libretto, questo avvenimento viene molto enfatizzato o amplificato ed assume una grande importanza nella trama. Tra i tre testi la scena più drammatica è nel libretto: le getta le banconote vinte al gioco in presenza di tutti gli ospiti, un pagamento simbolico che riduce la donna che amava a merce. È un’umiliazione ufficiale, un insulto grave. Gastone e gli altri criticano Alfredo, perché non si trattano mai le donne così. Quando entra il padre, la scena diventa ancora più drammatica, perché non riesce a riconoscere il figlio in quel giovane aggressivo, ma allo stesso tempo biasima se stesso, sapendo che la colpa di tutto ciò è sua, per aver rotto la relazione tra Alfredo e Violetta.

Il romanzo, e a volte anche l’opera teatrale, mostrano una tendenza a moralizzare, il libretto, invece, trasmette piuttosto il messaggio di godersi la vita prima che sia troppo tardi e di cambiarla se è sbagliata.

Nell’opera teatrale e nel libretto d’opera la focalizzazione sulla morte della giovane donna è grande e diversa rispetto al romanzo, dove in una lettera viene descritta come una morte in solitudine con grida e disperazione. Si dedica un intero atto nel testo teatrale (il quinto), nel libretto d’opera (il terzo), alla morte della giovane sventurata, che rivede Alfredo accanto a lei, il suo amore e non solo lui. Quella che muore è una donna innamorata e redenta per amore. Nel testo teatrale morta lei, Nichette dice la sua ultima battuta, contenente una frase, detta da Cristo alla Maddalena: “Dormi in pace Marguerite! Molto ti sarà perdonato, perché molto hai amato!

Solo poco tempo prima è stato svelato cosa abbia fatto per amore ed è il dramma. Dramma teatrale. Dramma musicale.

Fondi 19/03/2022 Maria Ilaria Parisella

 

Carissimi riparte In-canto con una nuova modalità:
Nel primo incontro, la prof.ssa M. Ilaria Parisella, analizzerà il romanzo da cui il librettista trasse l'opera e il passaggio dall'uno all'altro.
Negli altri due ascolteremo l'opera per intero, ogni incontro due atti, con delle piste per l'ascolto.

La modalità sarà mista:
- In presenza presto la nostra sede in via S. Domenico 8, Fondi, nel rispetto delle norme anti-COVID, con mascherina FFP2 (Max 15 persone in ordine di arrivo delle prenotazioni)
- Online, su Meet (clicca per andare al meeting).

Vi aspettiamo!

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